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Il viaggio del primo ministro britannico Winston Churchill nelle Marche

Ricevo e pubblico la ricerca storica di Luciano Baldarelli:

Il viaggio del 1° ministro britannico Winston Churchill nelle Marche.

Incomincia nella mattina del 25 agosto 1944 nell’aeroporto  a Loreto conquistato il 9 luglio 1944 dalla 2° brigata corazzata polacca, è arrivato a bordo di un aereo proveniente da Siena accompagnato dal gen. Harold Alexander e dal figlio maggiore Randolph Churchill.

Dopo aver passato in rassegna i cavalleggeri e aver rivolto loro un discorso si trasferisce in auto verso nord, presso il quartier generale dell’ottava armata britannica.

Dove il comandante generale Oliver Leese tenne un rapporto sulla situazione militare, il luogo si trovava a Brugnetto di Ripe (Senigallia) nel palazzo Antonelli Augusti Castracane dove gli diede una sontuosa accoglienza il conte Augusto Augusti capitano di cavalleria nella 1° guerra mondiale.

Il 26 agosto alle ore 10:45 compie una visita presso il quartier generale del secondo corpo armata polacco accompagnato dal generale Harlod Alexander situato nella zona del Vallone di Senigallia con esattezza Monte San Marco situato a metà strada fra Bettolelle e Filetto dove ha un colloquio con il comandante generale Władysław Anders.

Da qui poi Churchill alle ore 11:45 si sposta verso Montemaggiore al Metauro con il generale Alexander comandante delle armate alleate in Italia o XV gruppo di armate (5° armata americana e 8° armata britannica), transitò per Corinaldo e a mezzogiorno a San Michele al Fiume e poi  proseguì per Mondavio, Orciano di Pesaro, San Giorgio di Pesaro, Piagge e arrivo a casa Mei a Monte Pulito di Monte Maggiore sul Metauro.

Testimonianze:

Maria Scarpetti nata il 29 settembre 1900, così ricorda i fatti:

la nostra casa era posta sulla collina chiamata Monte Pulito e da li si dominava tutta la valle del Metauro.

Nell’estate 1944 si erano sistemati dei soldati tedeschi con una cucina che preparava il rancio per altri loro compagni sparsi nei dintorni.

Nel mese di Agosto 1944 venne anche Churchill.

Prima di Churchill arrivarono in casa mia dei generali in compagnia di altri personaggi: ricordo che il generale Alexander, un uomo molto alto, si era seduto sulla tavola e cominciò a distribuire sigarette a mio padre e a degli sfollati.

Churchill non entrò in casa, ma andò sotto una quercia poco più in giù dove si poteva osservare col binocolo la vallata del Metauro e le colline che stavano oltre il fiume Metauro della Linea Gotica.

Un soldato che era entrato in casa si chiamava Raimondo, dopo avermi dato della farina, volle che gli preparassi i maccheroni.

In verità  volevano le tagliatelle che noi nelle Marche chiamiamo maccheroni lunghi.

Dopo aver fatto la pasta, l’ho cotta e loro hanno mangiato alla mia tavola.

Un altro ufficiale si chiamava Alessandro e parlò allungo con mio marito che conosceva la lingua inglese per essere stato in America.

Churchill invece mangiò sotto due grandi mori (gelsi), dopo di che si fece servire il te e osservò la vallata col binocolo.

Successivamente per una strada tornò su passando sempre rasente alla nostra casa con un gruppo di ufficiali andò al centro di Monte Maggiore.

La notte successiva alla visita di Churchill, le centinaia di cannoni che gli eserciti alleati avevano piazzato anche a poca distanza da casa nostra incominciarono a sparare a fuoco continuo per ore e ore tanto che il cielo era diventato rosso fuoco.

Il giorno dopo, quando siamo andati a vedere sul posto, c’erano montagne di bossoli, di granate sparate, altre ancora intatte, tre cannoni erano scoppiati e avevano le loro canne che si erano aperte sulla bocca e ripiegate come le bucce delle banane.

Inoltre c’erano tante sigarette, borracce e gavette nonché le tombe di quattro morti forse colpiti dallo scoppio dei quattro cannoni.

Dopo breve tempo cominciarono a transitare interminabili colonne di carri armati, autoblindo, camion che trainavano cannoni e tanti altri veicoli i quali sollevavano dei polveroni che toglievano il respiro.

Dalle memorie di Don Fortunato Minardi, parroco agosto 1944

Giunsero qui in incognito con macchine di gran lusso (senza contrassegni), distinte personalità tra cui furono identificate Churchill (1° ministro inglese) e generale Alexander seguiti Rupert Clarke (aiutante in campo di Alexander) e Jonh Stimpson (ufficiale di collegamento del quartiere generale dell’VIII armata).

Nel borgo fu subito inscenata una dimostrazione di simpatia e di onore all’indirizzo del primo ministro inglese e dagli altri personaggi ma questi fecero segno di non gradire manifestazioni di sorta.

A piedi si diressero verso il castello e si fermarono sulla piazzetta che è un magnifico balcone onde si domina tutta la sottostante pianura in cui gode uno splendido panorama, poi si recano infondo la via principale del castello, che è un altro punto che pure offre una vaste e incantevole visuale.

Quindi gli eminenti personaggi osservando lo schieramento delle artiglierie in battaglia si sedettero sopra una rustica panca offerta da alcuni popolani  presenti i quali pur ravvisando distinte personalità non conobbero chi fossero.

Si trattennero ragionando e fecero fotografie per una decina di minuti e poi ripartirono verso la volta di Calcinelli di Saltara e si diressero verso il castello di Saltara dove c’era un punto di osservazione alleato.

Nella lettere di Nello Iacchini

Nella mattina del 26 agosto verso mezzo giorno un partigiano comunista Nello Iacchini (GAP di Saltara, brigata Garibaldi “Bruni Lugli”) con due compagni intervennero vicino al paese di Saltara per bloccare un lancio di bombe ma ben presto individuarono in mezzo a una vigna un soldato tedesco completamente isolato minuto di mortaio e munizioni.

Un’azione rapida ed efficace lo circondarono e lo catturarono per poi consegnarlo a un ufficiale inglese.

La soddisfazione della brillante azione di guerra sfumò rapidamente, infatti mentre ritornavano in paese furono fermati da tre ufficiali canadesi che procedevano in jeep lungo la strada, uno di loro in perfetto italiano gli disse che il loro compito era ormai finito e con estrema gentilezza gli disarmò.

Dopo pochi minuti passò lungo la strada un’altra jeep con grande stupore i partigiani riconobbero sia il generale Alexander che Churchill che indirizzava a loro un caloroso saluto.

Dopo il primo momento di meraviglia capirono quasi subito l’importanza della loro impresa, avendo catturato un unico tedesco che però avrebbe potuto con il suo mortaio colpire la jeep del primo ministro britannico che passava lungo la via.

Il ritorno verso sud del primo ministro non è stato documentato.

Ricerca storica di:

Luciano Baldarelli

San Lorenzo in Campo (PU)

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